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Pagina 2 di 6 Dopo aver lavorato con queste procedure base si deve passare alla presentazione dell'angolo di rotazione e della sua misura in gradi. La misurazione sembra essere uno scoglio arduo ma tutto dipende da come è stato affrontato il discorso scientifico su un elemento basilare: la convenzione. Se questo concetto è stato sviluppato nei primi due anni (prima e seconda elementare) la presentazione dell'angolo, con il valido aiuto della tartaruga, è una cosa fattibile e comprensibile. I primi esercizi dovrebbero essere liberi spiegando ai bambini che in effetti esistono due comandi per la rotazione (destra e sinistra) che richiedono un argomento: questo argomento è un numero che misura di quanto ruota la tartaruga. L'invito potrebbe essere proviamo a ruotare la tartaruga usando la sintassi destra n e sinistra n (n sta per numero, solo più avanti si spiegherà che si chiamano gradi), e a mandarla avanti du una lunghezza compresa tra 50 e 100. Un esercizio che ne potrebbe risultare potrebbe essere simile a questo:
Nel "pasticciare" verranno fuori considerazioni che, opportunamente guidate, porteranno gli alunni a scoprire che la rotazione massima di una tartaruga è 359 dopodichè torna nella direzione in cui si trovava quindi scrivendo de 360 è come scrivere de 0. Ci potrebbero arrivare anche partendo dalla considerazione che con de 180 le tartarughe si girano all'indietro... Fatto sta che scoprire gli angoli in questo modo è quanto di più normale ci possa essere con la differenza che gli alunni, rispetto agli apprendimenti tradizionali, in questo modo stanno scoprendo e costruendo i propri concetti geometrici. Una volta giunti a questo punto si sostituiranno i comandi di base giradestra e girasinistra con quelli più efficienti di destra n e sinistra n e si potrà partire con lo studio della geometria piana: la geometria della tartaruga. Ora si potranno stimolare gli alunni a costruire procedure su cui intervenire: partiamo dal quadrato. Invitiamo a scrivere le procedure per costruire quadrati di diversa grandezza.
Queste procedure porteranno gli alunni, se stimolati, a fare le seguenti considerazioni:
Quest'ultima considerazione è di fondamentale importanza per la "geometria della tartaruga", se non dovesse venir fuori è bene stimolare la conversazione perchè emerga. Esempi di "lavori" che si possono fare sfruttando la procedura per il quadrato:
E pian piano avverrà la scoperta di quante forme complesse è possibile costruire sfruttando una semplice figura fissa o variabile in grandezza. Quella poi dei disegni ottenibili sfruttando la rotazione di una figura potrà essere il passo seguente con le riflessioni: quante figure devo ripetere? Di quanti gradi devo ruotare ogni volta? La figura è completa o ho saltato qualche quadrato? (L'utilità di una procedura che lo faccia in automatico senza saltare nessun passaggio nasce spontanea). |

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